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venerdì 15 novembre 2013

IL DOLORE NEL PARTO FISIOLOGICO: SCOPI E RISORSE

C'è chi dice che non abbia senso nella nostra epoca provare dolore partorendo. Che con tutte le tecnologie e i farmaci di cui disponiamo sarebbe assurdo scegliere di non utilizzarne.
I dolore fisiologico e naturale del travaglio e del parto però non è come tutti gli altri provati durante la vita.
Una neomamma non riuscirà a paragonarlo a niente altro. E non perchè non esista dolore più forte, ma perchè nessuno possiede uno scopo, nessuno coinvolge tutto il corpo producendo cascate di ormoni che permettono di fluire verso la nascita, nessuno ha questa caratteristica che invade come le onde e poi lascia tempo per l'estasi e il riposo.

E' un tassello importantissimo per favorire il processo di separazione che porta alla nascita, stimola l'istinto, indica la via migliore per il giusto posizionamento del cucciolo e protegge la donna da lacerazioni importanti.

Le componenti qui sono più che mai fisiche e insieme psicologiche:
-c'è il dolore che nasce dalla pancia, quello dovuto alla pressione e allo stiramento di tessuti e nervi connessi all'utero. Percepito nella parte bassa della pancia e allo stesso livello sulla schiena, come una fascia. Con le prime contrazioni sembrerà di tornare con la mente al ciclo mestruale, dimenticato da nove mesi.
-c'è il dolore che nasce dai pensieri e dalle esperienze, condizionamenti culturali, paure, schemi prefissati. Il travaglio è un momento dove questioni irrisolte saltano fuori e possono aumentare la percezione del dolore fisico, producendo istintivamente automatismi di chiusura e rifiuto. Dopo una preparazione durante la gravidanza che abbia permesso a tutti i dubbi di venire a galla, il cervello sarà invece di aiuto, tutto andrà bene, il corpo saprà cosa fare, il vostro bimbo vi guiderà; il parto potrà essere un'opportunità per liberarvi e rinnovarvi.

In aiuto della mamma ci sono tanti fattori esterni: essi sono uno stimolo, un punto di riferimento per sviluppare le risorse interne della mente e del corpo.
Mi piace raggrupparli e collegare ad essi un elemento, penso che ogni mamma scelga poi al momento, istintivamente, quello a lei più affine.
-AROMI ed ERBE - TERRA
-MASSAGGI, MOVIMENTO e DANZA - FUOCO
-MUSICA e CANTO - ARIA
-BAGNO o DOCCIA - ACQUA
-VISUALIZZAZIONI - PSICHE
Tutti questi stimoli sono attivabili e realizzabili anche grazie alle figure che guidano la donna alla ricerca delle sue risorse: il partner e l'ostetrica.
Anche il futuro PAPA' ha un ruolo fondamentale che non sta tanto nel "fare" qualcosa di particolare.
Spesso l'uomo si sente impotente di fronte al dolore provato dalla compagna: abituato ad essere attivo si trova spiazzato nel non poter fare nulla, inizialmente potrà sembrargli di essere uno spettatore.
E' un partecipazione passiva: rimane nell'esserci, essere presente per proteggere, stare-con, sia durante il momento del travaglio accompagnando la donna e vivendo con lei la dinamicità del parto, ma anche come ponte di comunicazione con le persone esterne (parenti, amici, operatori, ...). Il travaglio in coppia è importante per l'equilibrio sessuale e per questa partecipazione che gratifica anche l'uomo: sente davvero "suo" questo nuovo bimbo, sente di aver avuto una funzione importante nell'atto della sua nascita.

E poi l' OSTETRICA. Lei c'è. Anche lei accompagna, osserva, rimane accanto e sostiene. Custodisce la nascita.
Nei momenti di sconforto e paura vi riporta al corpo e all'istinto, guidandovi nella serenità. Conosce e sa quando intervenire. E' una figura di fiducia, un'ancora sulla quale si può sempre contare, dalla quale non si può essere tradite.

La donna trova così in queste due figure un sostegno eccezionale che stimola le sue risorse interne.

Quello del parto è un dolore che fa evolvere, che permette di portare alla luce e dare la vita.
Assistendo le donne cresce in me la curiosità di sperimentarlo e di conoscere come cambierà il mio essere Ostetrica.